di Luciano Benadusi
La rivista Scuola Democratica-Learning for Democracy ha posto da sempre al centro del suo impegno intellettuale, in coerenza con il lascito di John Dewey, il filosofo e pedagogista americano autore di Democrazia e educazione (1963), la relazione fra educazione e democrazia. A maggior ragione è chiamata a farlo oggi davanti ad una grave sintomatologia di crisi della democrazia, perfino nei paesi che storicamente ne erano stati la culla.
Quest’anno è cruciale per definire il modo in cui nelle scuole sarà vissuto concretamente l’insegnamento di Educazione Civica, dopo l’entrata in vigore della legge 92/2019 con un inusuale e altissimo consenso in parlamento. Cosa questo insegnamento diverrà nella vita concreta delle scuole, nel percorso di apprendimento e nelle vite degli studenti e delle studentesse dipende ora da una molteplicità di attori. Vi invitiamo a contribuire al dibattito su Learning4.it, il blog di Scuola Democratica.
di Piero Valentini
E’ facile in questo periodo imbattersi in un’infinità di articoli che commemorano Gianni Rodari, dato che proprio questi giorni corrispondono al suo centenario. Sarebbe utile, almeno in questo momento di picco di attenzione verso Rodari, sganciarsi dalla tentazione di contemplarlo, per provare a dare maggiore importanza al suo contributo per la scuola, per l’apprendimento. In questo senso rimettere in gioco Rodari. Il suo scopo nelle scuole non era infatti quello di farsi ammirare come scrittore ma insegnarci che nella società dell’intrattenimento possiamo essere non solo consumatori.
A cura di Fondazione Intercultura
All’interno del processo di internazionalizzazione della scuola, la mobilità studentesca internazionale rappresenta un fenomeno strutturale in continuo aumento. Sempre più studenti, decidono di arricchire il proprio percorso italiano di studi con un’esperienza formativa in un paese diverso. La quasi totalità di chi svolge l’esperienza all’estero dichiara che essa ha avuto un impatto decisivo sulla propria vita e che non avrebbe potuto parteciparvi senza una borsa di studio.
Benchè il termine competenza rimandi ad un concetto ormai ricorrente nel linguaggio comune come in quello scientifico, politico e professionale, non disponiamo ancora di un significato preciso e univoco. La Fondazione Agnelli ha affidato ad un gruppo multidisciplinare il compito di esplorare i significati del termine in diversi settori disciplinari.
di Percorsi. L’italia in movimento
L’alternanza scuola lavoro è un’occasione da non perdere per trasformare la scuola e migliorare il suo rapporto con il territorio e con il mondo del lavoro.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche e alle istituzioni: chiediamo che la normativa vigente venga attuata e migliorata, ma che non si torni indietro.
di Domenico Dodaro
I neet sono persone, per lo più giovani, disoccupate e che non studiano (il termine neet è l’acronimo di Not in Education, Employment or Training). Il 1 Dicembre si è tenuto a Milano al centro congressi di Fondazione Cariplo un convegno internazionale sui neet organizzato da Fondazione Cariplo, l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e l’università Cattolica del Sacro Cuore. Come si evince dal titolo del convegno, Neeting 2, convegno internazionale sui NEET, si è trattato di un secondo appuntamento.
di Fiorella Farinelli (esperta di politiche scolastiche)
White flight è uno studio sulle scuole dell’obbligo di Milano del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico che analizza le cause della crescente polarizzazione in istituti scolastici distinti di bambini e ragazzi di estrazione sociale e provenienza etnica omogenea.
di Floro Ernesto Caroleo e Francesco Pastore
Per commentare l’andamento del mercato del lavoro i mass-media e i politici citano i tassi di disoccupazione. In verità già i confronti tra le regioni europee su questi dati sono di per sé impietosi e tuttavia non danno una misura esatta del divario “strutturale” che esiste tra i vari paesi e tra le due parti del paese. Il motivo principale per cui il tasso di disoccupazione non può essere considerato un indicatore del divario strutturale è che, per come è definito e costruito, esso è piuttosto un indice congiunturale del mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
di Silvia Zanazzi (Ricercatrice in Pedagogia presso Sapienza Università di Roma)
Che cosa c’è di davvero innovativo nel cooperative learning? Secondo Comoglio l’apprendimento cooperativo segna l’ingresso nella scuola della psicologia sociale, con l’attenzione al lavoro sul gruppo e sull’interdipendenza.
a cura di Paola Benadusi Marzocca (esperta di editoria per bambini e ragazzi) – Leggendo il libro inchiesta di Benedetta Tobagi si avverte l’invito a parlare a tutti, la spinta condivisa da insegnanti e ragazzi a cambiare la realtà attuale. Il viaggio che compie l’autrice nelle scuole primarie pubbliche disegna uno scenario complesso ricco di maestri e dirigenti di grande competenza e soprattutto di buona volontà dentro a un sistema scolastico che potrebbe funzionare meglio e ampliare l’offerta formativa in linea con gli standars europei. Si tratta di una scuola primaria migliore o peggiore rispetto agli anni in cui lei la frequentava da alunna?
di Rosaria Cataletto (Psicologa, psicoterapeuta, esperta in criminologia e consulente presso il ministero di giustizia)
Social e quotidiani, nei giorni scorsi, hanno dato ampio spazio, ad un nuovo episodio di bullismo che vede protagonisti due adolescenti, dove sembra quasi impossibile, andare a percepire il confine tra vittima e bullo, vista la dinamica degli eventi che si sono sviluppati nel corso di diversi anni.
di Fabrizio Dacrema (esperto di formazione e lavoro- CGIL nazionale) –
Primo esame per l’alternanza scuola lavoro obbligatoria introdotta dalla legge 107/2015. La linea comunicativa scelta dal Governo privilegia i toni luminosi del successo. Un’indagine realizzata da CGIL, Fondazione Di Vittorio, Flc Cgil e Rete degli Studenti, mette in luce difficoltà non riducibili a quelle “tipiche delle fasi di attuazione”.
di Rosaria Cataletto (Psicologa, psicoterapeuta, esperta in criminologia e consulente presso il ministero di giustizia)
Il bullismo, non è un fenomeno nuovo, come spesso si crede, sono solo cambiate le modalità, attraverso cui questo viene percepito dalla società. Gli episodi degli ultimi anni, riportati all’opinione pubblica, ne hanno cambiato il suo significato. Nel passato per “bullo”, si intendeva il ragazzotto di strada, spesso raffigurato con tratti che denotavano stati di povertà e lotta alla sopravvivenza, suscitando anche simpatia e comprensione, per il suo stato. Oggi, invece non è cosi.